PRO-REALBEAUTY

L’“urlo nero” è giunto da Vogue Italia, il primo occhio sulla moda, che presenta una petizione per sconfiggere i mali di questo tempo: anoressia e bulimia, oggi sbandierate, addirittura, come delle “filosofie di vita”. Da chi? Da inquietanti siti pro-ana e pro-mia che propongono una battaglia contro la consistenza del corpo, allo scopo di raggiungere una bellezza che è soltanto un concetto distorto dalla trappola della mente. Il fenomeno è però troppo vasto per poter essere considerato soltanto un disturbo personale, con il rischio di far sentire colpevole chi ne soffre. La bellezza non è semplicemente un valore universale e neanche solo un gusto soggettivo. Come la penso io? E’ anche un canone sociale. La società ci vuole giovani, carine, ma remissive e condiscendenti, pronte a lavorare a testa bassa dimenticando che, in realtà, abbiamo anche noi dei diritti da rivendicare. Ed eccolo lì, davanti a tutti, il modello da emulare: una esile, tentennante e inconsistente donna, smagrita fino alle ossa e troppo debole per imporsi. Siamo pronte a dire “no” o preferiamo optare per il rinunciatario annullamento del corpo, inseguendo una magrezza scheletrica che non ha niente a che vedere con la bellezza? Perché la bellezza è il risultato di un connubio tra l’amore per il proprio corpo e la cura costante del nostro carattere. Chi fabbrica icone cominci a pensare che è giunto il momento di proporre una donna forte, in forma, determinata e positiva. Altrimenti, forse è giunto il momento di costruircela da sole.

The “black shout” has come from Vogue Italy, the first sight on fashion, that submits a petition to defeat the evils of our time: anorexia and bulimia, today touted as philosophies of life. By whom? By disturbing sites pro-ana and pro-mia that propose a battle against the body consistency, for reaching a beauty which is only a distorted view of the trap of the mind. But the phenomenon is too wide to consider it just an individual disorder, with the risk to make feel responsible the people who suffer of it. Beauty is not simply an universal value and neither a personal taste. What’s my opinion? It’s also a social canon. The society wants us to be young, pretty, submissive and amenable, ready to work in silence forgetting that we have, in reality, rights to be defended. And here it is, in front of us, the model to emulate: a thin, hesitant and inconsistent woman, shrunken till the bone and too weak to impose herself. Are we ready to say “no” or do we prefer choosing a renouncer canceling of the body, chasing a skeletal thinness that is not the beauty? Because the beauty is the result of an union between love of our body and costant care of our nature. Those who make icons have to begin to think that it’s right to propose a model of a strong, fit, positive woman. Otherwise, perhaps time has come to built it by ourselves.

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Una risposta a PRO-REALBEAUTY

  1. Lien scrive:

    Well said girl!
    xoxoxo Lien.

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