FIFTY SHADES. AND THEN?

FASHIONISSERIOUS_FIFTY_SHADESE’ un po’ come per Berlusconi: nonostante fosse al governo, non si riusciva a trovare uno che l’avesse votato neanche a pagarlo oro. “Cinquanta Sfumature di grigio”: bestseller mondiale, ma pare che nessuno l’abbia letto; invece chi lo ha fatto, per sbaglio s’intende, si affretta a giudicarlo un libro di infima categoria, giusto per non perdere la propria allure da intellettuale. Comunque, dal momento che l’Indice dei libri proibiti è stato smantellato ormai da qualche secolo, ho vinto il mio complesso di superiorità e, dietro le insistenze di Naty – che è stata la prima a fare la fila da Feltrinelli, sgomitando per accaparrarsi la prima copia – ho letto tutta la trilogia in Inglese. Sicuramente il mio vocabolario di base ne ha giovato, ma riguardo alla storia, che dire? Un po’ Armony per la leggerezza del contenuto e un po’ Erica Jong per le esplicite descrizioni erotiche; va bene per fare quattro chiacchiere con le amiche, tipo Sex and the City, non di certo per incrementare il nostro bagaglio letterario. Ebbene sì, la materia non è profonda ed edificante, il linguaggio non è aulico ed illustre, ma si è trasportati nella dimensione del sogno ad occhi aperti, della fantasia piccante, tipiche di una post-adolescenza alla quale ognuno di noi, nonostante i brufoli, vorrebbe tornare. Pare che alcune librerie in Florida si siano rifiutate di venderlo per il suo contenuto osceno. Addirittura! Cosa dire a questi novelli Savonarola, fustigatori dei costumi dei nostri tempi, preoccupati che possano venir corrotti gli animi sensibili e delicati di questa generazione? Evitando di investire di troppe responsabilità un libro che non ha alcuna intenzione di ergersi a premio Nobel, cerchiamo di sentirci liberi di leggere ciò che più ci aggrada, senza doverne rendere conto a nessuno, né tantomeno ai censori, che farebbero meglio a scandalizzarsi per ben altri motivi. Quali? Basta uscire di casa ogni giorno per trovare almeno Cinquanta ragioni… chiare.

It’s a bit like the story about Berlusconi: he was at the Govern, but you couldn’t find anyone who had voted him, even to pay gold. “Fifty shades of grey”: bestseller in the world, but it seems that nobody has read it and if someone did it, by mistake of course, judges it an awful book, for fear to loose his intellectual allure. However, since the Index of Prohibited books was dismantled already for some centuries, I won my superiority complex and, behind the insistence of Naty – who was the first to wait in line at Feltrinelli, elbowing to grab the first copy – I read the whole trilogy in English. Definitely my basic vocabulary has improved (or not?), but what to say about the story? It’s a little Armony for the lightness of the theme, and a little Erica Jong for the explicit erotic descriptions; it’s okay for doing four chats with the friends, like Sex and the City, not really to increase our literary heritage. Oh yes, the subject is not deep nor edifying, the language is not noble and illustrious, but we are transported in the dimension of the daydream and of the spicy reveries, tipical of the post-adolescence where each of us, despite the pimples, would like to return. It seems that some bookshops in the U.S. refused to sell it for its obscene content. Really? What can we say to these new Savonarola, scourgers of costumes of our times, so worried about the corruption of the souls of this generation? Without give too responsability to a book that doesn’t want to become a Nobel, we have to feel free to read what we want, with no fear to be judged by anyone, above all by the censors, who would do better if they scandalized for other reasons. Which ones? It’s sufficient to get out from our home for finding at least Fifty reasons… clear.

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